• La nostra azienda... la storia...

    I terreni dell'azienda agricola sono da decenni coltivati dalla famiglia Angeloni.
    A metà degli anni '30, in cerca di lavoro e di una casa più idonea per una famiglia sempre più numerosa, gli Angeloni si stabilirono a Pian della Pieve.
    famiglia AngeloniSi coltivava la terra a mezzadria: la famiglia era composta da ventuno persone, tutti abitanti in un'unica casa.
    Ogni membro era impegnato al lavoro con diversi compiti e mansioni, tutti orientati ad ottenere la cura del territorio, della casa e soprattutto ci si impegnava per l'ottenimento di una buona produzione colturale che doveva sia essere divisa a metà con il padrone, sia garantire l'autosufficienza alimentare e non solo.
    cavallo di casa AngeloniTra i familiari vi era chi si occupava dei maiali, del cavallo, delle pecore e un paio di persone erano addette all'importante cura dei bovini: la strigliatura veniva effettuata regolarmente, in quanto avere dei bovini ben puliti e curati era da tutti visto di buon occhio.
    Le donne erano addette alla cura di conigli e polli, mentre le più anziane, le “vergare”, si occupavano della cucina e, una volta ogni due settimane, del pane cotto nel forno a legna.
    C'era poi l'importante mansione della tessitura, con cui si preparavano panni e corredi; nella fonte, affollata anche da donne provenienti da altre famiglie della zona, la canapa da corredo veniva curata, ossia messa a bagno, lasciata asciugare, rimessa a bagno per giorni interi, con l'obiettivo di renderla bianca. A volte l'intero processo richiedeva più di una settimana.
    Se invece la canapa veniva tessuta per ottenere i tipici pantaloni blu da uomo, si procedeva alla tintura mediante colori naturali.
    mietitura della famiglia Angeloni Oltre alla canapa veniva lavorata anche la lana delle pecore per fare maglie e calzini; venivano coltivati bachi da seta, per cui c'erano donne adibite alla raccolta giornaliera di foglie di gelso.
    Un altra donna, infine, si occupava della ricerca di erbe spontanee per l'alimentazione della famiglia e per curare i disturbi del bestiame (soprattutto malva e achillea).
    L'ambiente agricolo dei terreni era caratterizzato anche qui da filari di alberi da frutto, che scandivano la presenza di svariate colture, tutte utili per l'autosufficienza familiare: un piccolo orto, la canapa, la “melleca” per fare le scope (saggina, Sorghum vulgare), la cicerchia (usata per lo più come alimento per pecore), gli alberi di “vinci” per fare cesti (Salix triandra e Salix viminalis).
    Guido al trattoreIl lavoro nei campi consisteva nella zappatura e soprattutto nella mietitura: per queste due mansioni partecipavano tutti, eccetto gli anziani e la vergara impegnatissima nella cucina.
    Si coltivava essenzialmente grano tenero, foraggio e mais.
    Tra le operazioni agricole era rarissima l'aratura: intorno a primavera, il grano non ancora maturo, cresceva insieme all'erba medica. Una volta mietuto quindi si aveva un campo di foraggio.
    Gino Angeloni al trattoreA fine degli anni '50 si affacciò con l'arrivo della mietilega una primitiva meccanizzazione nella raccolta.
    Nel '58 ci fu una prima divisione della famiglia, con una nuova abitazione sita dove oggi c'è la nostra azienda agricola. I componenti della nuova casa erano dieci.
    Con gli anni aumentò la meccanizzazione ed essendo necessaria meno forza lavoro alcuni familiari trovarono altri impieghi.
    A quei tempi si coltivava meno foraggio (in quanto anche il numero degli animali era decisamente sceso), il grano tenero e fece la sua comparsa il grano duro, richiestissimo dall'industria alimentare.
    azienda biologica PiadaPie' di Francesca Angeloni a CingoliNel 1964 venne abolita la mezzadria, ma nella nostra famiglia si continuò a lavorare per il padrone fino agli inizi degli anni '80: non si pretendeva più il 50%, ma il 60%, poi il 70% del raccolto, finché i nonni Guido e Dina divennero proprietari della terra che per anni avevano lavorato.
    Dagli anni '70 fino alla fine degli anni '90 le coltivazioni non erano più per l'autosufficienza, ma si seguivano le richieste del mercato industriale: barbabietole da zucchero, grano duro, poi girasoli; il grano tenero e il foraggio quasi scomparvero.

    Nel 2002 la grande svolta...

    L'azienda agricola Falappa Aina inizia il percorso di conversione che ci porterà all'agricoltura biologica.
    azienda biologica PiadaPie' di Francesca Angeloni a CingoliI primi anni servirono soprattutto a ristabilire la fertilità naturale del terreno.
    Si iniziò a coltivare favino e venne subito abbandonata la coltivazione di girasoli e ridotta quella di grano duro, a favore poi del grano tenero.
    Nel 2008 la conduzione aziendale passa ad un'altra generazione: con l'azienda agricola Angeloni si inizia una sempre più variegata produzione colturale: si introduce il farro e la lenticchia.
    Nel 2009 diventiamo soci della cooperativa agricola biologica “La terra e il cielo”, al quale forniremo parte dei raccolti.
    Negli anni successivi si intraprende anche la coltivazione di ceci, orzo, cicerchie, fagioli.
    Si inizia così la vendita di prodotti in azienda, in mercatini e prende il via la fornitura di prodotti all'agriturismo “Maiale Volante” di Cingoli.
    A fine 2013 un altro cambio generazionale: l'azienda agricola passa a Francesca e assume il nome “Piadapie'”, nome dialettale della frazione in cui ci troviamo.
    Al momento siamo fornitori di vari GAS e della trattoria Gallo Rosso, partecipiamo a mercatini e vendiamo direttamente in azienda, previo contatto telefonico.

    E' così che inizia un processo di conversione...

    azienda biologica PiadaPie' di Francesca Angeloni a Cingolidalla coltivazione convenzionale alla coltivazione organica e biologica, senza alterare quindi l’equilibrio naturale, sfruttando la naturale fertilità del suolo, promuovendo la biodiversità dell’ambiente ed escludendo l’utilizzo di ogni tipo di prodotto chimico  (concimi, diserbanti, pesticidi, fertilizzanti, ecc.). Produrre evitando però lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell'acqua e dell'aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo. .Se volete saperne di più, consultate la nostra pagina "Coltivare biologicamente"

    BIOLOGICO = RISPETTO PER LA NATURA =  VITA