• Coltivare biologicamente

    La nostra azienda biologica segue delle tecniche agricole atte a conservare o aumentare la fertilità naturale del suolo, salvaguardare la biodiversità, limitare l'uso di energia proveniente da fonti fossili.
    Nei nostri appezzamenti,  ove non presenti barriere di protezione naturali come le siepi o il fiume, usiamo delle fasce di rispetto: tre metri di erba medica lungo i confini di terreni confinanti con quelli convenzionali.
    Sarà comunque nostro obiettivo ripristinare in tutti i nostri appezzamenti siepi o filari di piante, importanti, oltre che per il riparo dall'inquinamento chimico, perché favoriscono una ricca biodiversità di fauna e flora: sono luoghi ideali per la riproduzione e diffusione dei predatori naturali di parassiti ; inoltre, svolgono un'azione frangivento ed antierosiva.
    azienda biologica PiadaPie' di Francesca Angeloni a CingoliLa rotazione colturale permette al terreno di avere periodi di riposo e di rigenerazione. La rotazione praticata dalla nostra azienda è di tipo triennale e quadriennale: non coltiviamo uno stesso tipo di pianta nello stesso appezzamento per almeno tre o quattro anni.
    Ad esempio, se in un terreno abbiamo coltivato grano tenero (il quale è una pianta forte consumatrice che lascia il terreno piuttosto impoverito), passeranno tre o quattro anni prima che il grano ritorni ad essere seminato nello stesso appezzamento. L'anno successivo al grano verranno seminate leguminose, poi erba medica (per uno o due anni) e poi di nuovo grano.
    La lavorazione del terreno, seguente la raccolta delle colture, si effettua mediante la ripuntatura: rispetto all'aratura ha il vantaggio di non rovesciare il terreno, ma di provocare solo tagli verticali e poco profondi che non alterano il profilo degli strati. La ripuntatura fessura ed apre il terreno per arieggiarlo e smuoverlo invece che rivoltarlo completamente. E' anche un'operazione più veloce e di conseguenza sono ridotti i consumi di energia fossile.
    Inoltre il non rovesciamento delle zolle fa sì che i semi delle commensali caduti durante la stagione estiva rigermoglino: in tal modo si ha una sorta di sovescio naturale, grazie al quale il terreno viene concimato e protetto. Nel corso dei mesi nasceranno anche meno erbe spontanee, in quanto si è dato loro modo di rigermogliare anche in autunno.
    Solo dopo una stagione particolarmente piovosa si rende necessaria l'aratura, comunque svolta poco profondamente.
    Si prosegue poi con l'estirpatura e l'erpicatura, che muovono nuovamente solo la parte superficiale del terreno.
    Siamo così pronti per la semina dei cereali autunno-invernini, i quali poi non necessiteranno altro nella loro crescita se non di una passata con erpice strigliatore per limitare la crescita delle commensali.
    Ci teniamo a sottolineare che ogni anno una parte del raccolto di legumi e cereali viene conservato per le successive semine: fatta eccezione per annate di produzioni quantitativamente basse, riusciamo sempre ad avere in magazzino semi di nostra produzione.
    Inoltre, le semine, le raccolte e tutte le altre lavorazioni vengono svolte seguendo il calendario biodinamico di Maria Thun.
    All'inizio dell'autunno, invece, gli appezzamenti da leguminosa che verranno seminati a primavera, sono ricoperti da scarti di lavorazione, legumi scartati in fase di pulitura: in tal modo il terreno viene sia concimato sia protetto dal clima invernale.
    A marzo in questi terreni si procede con un erpice a dischi che mescola terra e prodotti vegetali: la concimazione gialla è seguita da un'ultima erpiciatura. Ora il terreno è pronto per la semina.
    Nelle coltivazioni di mais, fagioli, lenticchie e ceci, verranno eseguite un paio di sarchiature ed invece, quando le piantine saranno ben cresciute, si svolgerà un estirpatura manuale per limitare la presenza di erbe spontanee.
    pacciamatura presso azienda biologica PiadaPie' di Francesca Angeloni a CingoliPer quanto riguarda l'irrigazione di mais e fagioli ci serviamo dello stagno alimentato dalle limitrofe ed abbondanti vene sotterranee; per l'orto ci serviamo di un impianto a goccia, il quale soddisfa pienamente le richieste irrigue delle piantine.
    Pratichiamo anche la pacciamatura: l'utilizzo della paglia mantiene il terreno sempre fresco, proteggendo la pianta dall'abbondanza di pioggia e dalla sua scarsità; inoltre controlla la crescita di piante spontanee inopportune per alcuni ortaggi.
    A difesa di fagioli e produzione orticole utilizziamo soltanto macerati di ortica e raramente estratto di piretro.
    Le raccolte dei fagioli sono fatte a mano: si estirpano le piante per intero, per poi farle seccare al sole. Una volta resi perfettamente secchi li trebbiamo con una trebbiatrice di produzione artigianale.
    Anche il mais viene raccolto a mano: in tal modo selezioniamo già in campo le pannocchie.
    Per la pulizia dei raccolti utilizziamo un ventilatore artigianale degli anni '50, il quale, grazie ad un sistema di crivelli, riesce a compiere un'operazione di scarto.
    Legumi e mais vengono invece prima selezionati anche a mano.
    Questa è la nostra agricoltura biologica che vi fornirà prodotti ecologici, sani e gustosi.